Ricordi
Il nuovo giorno sembra lontano,
ancora lassù brillano le stelle,
già prende vita il quotidiano
con la speranza di buone novelle.
Tremolanti, da fondovalle,
salgono le lampade dei minatori,
ormai si animano le vecchie stalle,
qua e là s'odono i primi rumori.
Tra miagolii e rari muggiti
e il calpestio di scarpe grosse,
prendono il via gli antichi riti
tra sommessi colpi di tosse.
Con amore e grande maestria
si avvia la mungitura;
aleggia persino un po’ di allegria,
eppur la giornata sarà certo dura.
Posta la gerla sulle curve spalle,
il secchio stretto da braccia stanche,
un ultimo sguardo alle calde stalle,
e via lungo le strade bianche.
Ci sia buon tempo, neve o gelo,
la via sia bella o scivolosa,
di fretta tutte verso il "caselo" (latteria),
nonna, giovane oppure sposa.
Corre un saluto un po’ frettoloso,
a casa aspettano soli i bambini;
ancora il giorno sarà faticoso,
mentre già fumano i primi camini.
Troppe volte papà è lontano,
ma allora davvero non c’era scelta;
tutti son pronti a dare una mano,
e bisogna fare alla svelta.
La giornata ormai si avvia,
ognuno si prodiga nelle sue cose;
man mano si anima pure la via,
non sono mai giornate noiose.
Tutto dipende dalla stagione,
e la famiglia sempre si ingegna,
sia in tempi di fienagione
o quando è ora di fare la legna.
Son sempre giorni d’intenso lavoro,
per boschi, per campi, per prati,
senza scordare il giusto decoro
pur nei difficili tempi passati.
Quando poi scendeva la sera,
il ricordo correva lontano,
e non mancava mai una preghiera
perché papà ritornasse sano.
Così scorreva la vita della mia gente,
di seggiolai, contadine e minatori,
ormai svanita quasi nel niente,
ma viva ancora, nei nostri cuori.
Ricordi testo di Natale Drosi